body:not(.content-full-screen) .wpex-vc-row-stretched[data-vc-full-width-init="false"]{visibility:visible;} Skip to content

Come resistere all'attacco frontale del festival più discusso d'Italia

Ci risiamo. Per chi non lo ama è una sconfitta della scienza che ancora non è riuscita a trovare un vaccino che possa impedirgli di ripresentarsi ad ogni mese di febbraio, puntuale come un’influenza stagionale.

 

Per chi lo ama è un momento di relax, di gossip e di buona musica.

 

Ma come si fa resistere a Sanremo? È come con le Fruit Joy: non puoi!

Che tu faccia parte di uno schieramento o di un altro, poco importa: ne parlerai anche tu. Anche solo per dire: “No, io Sanremo non lo guardo!”

 

Non puoi sfuggirgli, ne sentirai parlare su qualunque media e in qualunque posto: in casa, al supermercato, al bar… Persino il covid dovrà farsi un po’ da parte nei vari telegiornali e programmi di approfondimento.

 

Per questo Sanremo è destinato a vincere ancora una volta, perché sempre e comunque si parlerà di lui.

 

Sanremo è il sogno segreto di tutti quelli che vendono qualcosa. Immagina un brand di calzature, un profumo, o una marca di merendine che all’uscita di ogni nuovo prodotto riesce a generare un’onda di reazioni così alte e frequenti. Uno tsunami comunicativo. È vero, molte sono critiche negative ed insulti, ma vanno bene anche quelli perché anche le pernacchie fanno vendere, come ha detto Oscar Wilde nel suo Dorian Gray:

 

“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”

Lo sanno tutte le aziende, soprattutto quelle più grandi che conoscono perfettamente il potere mediatico di una produzione così vorace e, non a caso, gli sponsor della manifestazione di quest’anno sono dei pesi massimi: Suzuki, Lavazza, Ferrero, Plenitude, Costa Crociere. Quale palcoscenico migliore per presentare un nuovo prodotto o per dare una rinfrescatina alla propria immagine?

 

Ma nel nostro mondo, in quello della comunicazione, cosa accade? Fermento totale. È una chiamata alle armi vera e propria: grafici, copy, creativi che corrono a caricare le penne, ad oliare i programmi di fotoritocco e a studiare piani di attacco in attesa che l’offensiva abbia inizio!

 

Sanremo è anche questo: una scintilla che accende la miccia del pensiero laterale e che lo mette in condizione di esprimersi al meglio davanti una platea sterminata. Niente giuria demoscopica, niente televoto: una gara silenziosa che si combatte a colpi di visualizzazioni e reach!

 

Siamo tutti appostati su una collina con il mirino puntato sul palco, pronti a premere per primi il grilletto sperando che il nostro colpo sia il più veloce e il più efficace.

Anche noi di Mentarossa non siamo immuni al richiamo ipnotico di questo settantenne canterino che suona il suo flauto incantato, a volte con note stonate, e per cinque giorni ci tiene inchiodati ai social per assistere e gareggiare alla guerra di real time marketing che solo un evento del genere può scatenare.

 

Sì, ok: ci incuriosiscono anche i look dei cantanti, le mode che verranno lanciate, i tormentoni.

Magari avremo anche il tempo di apprezzare qualche canzone senza farci distrarre dai lustrini del baraccone, ma dal nostro punto di vista, quello che davvero ci incuriosisce è vedere quali social media manager verranno incoronati re del momento con i meme o i tormentoni che domineranno i social per questa settimana e nelle settimane successive.


Ormai ci siamo per davvero, manca davvero poco! Un’ultima cosa: hai messo su la tua squadra al Fantasanremo? Ecco, questo è un altro sintomo che la febbre sanremese è destinata a non trovare una cura ancora per molto tempo. Più di 200.000 squadre iscritte ad un torneo virtuale in cui ci si sfida comprando cantanti a colpi di “baudi”, il conio ufficiale del gioco ispirato a Pippo Baudo! Se Sky è diventato partner ufficiale di questa iniziativa, qualcosa vorrà dire…

Quindi occhi aperti e orecchie tese… il Festivalone sta iniziando! Chissà quali connessioni neurali scatenerà nelle strane menti dei marketers.

Condividi su

Torna su