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L’Intelligenza Artificiale al servizio della creatività (e non viceversa)

Si fa un gran parlare dell’Intelligenza Artificiale, una novità diventata in breve tempo una “non novità” che affolla le bacheche Linkedin (ma non solo) di coloro che si occupano di comunicazione.

Il dibattito è composto da diversi temi caldi: dall’etica al quadro normativo, dai settori d’applicazione all’ipotetica cancellazione di alcuni posti di lavoro, sino alla problematica “deepfake” quando si parla dell’elaborazione di video e immagini.

Noi di Mentarossa da diverso tempo seguiamo con attenzione il bailamme comunicativo che si è creato attorno all’argomento e, prima di dire la nostra, abbiamo dedicato un po’ di tempo allo studio dell’IA.

Saremo sintetici: siamo entusiasti!
Ma come, si chiederanno molti, questa tecnologia è in grado di produrre testi, generare immagini, raccontare storie, e voi non avete paura che, nel brevissimo periodo, possa mettere un’agenzia di comunicazione come la vostra alle corde? No, per nulla!

Partiamo da un presupposto: l’AI è una novità e, come tale, genera paura e diffidenza. Il nuovo è sconosciuto fino a quando non si ha l’intelligenza (per l’appunto) e la pazienza di studiarlo. Pensiamo alla fotografia che si diceva dovesse soppiantare l’arte, per poi diventare essa stessa arte. O, ancora, pensiamo al cinema. I fratelli Lumière erano ritenuti degli eretici, “assassini” del teatro e dello spettacolo. E invece…

L’Intelligenza Artificiale è in grado di riprodurre, di analizzare, scrivere in maniera sempre più puntuale sui più disparati argomenti, ma quando si tratta di creatività, di utilizzare l’ironia, di percepire le sfumature di un brief fatto da un cliente insicuro: qual è l’aiuto che può davvero dare?

Andiamo per gradi.
L’Intelligenza Artificiale risulta la soluzione perfetta per determinate attività, perlopiù analitiche e di gestione. Pensiamo, ad esempio, alle ricerche di mercato, alla gestione di campagne pubblicitarie, alla redazione di articoli ottimizzati in ottica SEO per i quali, comunque, occorrerà una specifica supervisione.

Per tutte le altre attività, l’intervento di un professionista che sappia “calibrare” i contenuti in modo empatico è indispensabile. Sicuramente, l’Intelligenza Artificiale può dare spunti interessanti per la redazione di un brief o per la realizzazione di uno storyboard che risulti quanto più vicino a ciò che si ha in mente. Ma la professionalità, quella vera, è un’altra cosa.

L’Intelligenza Artificiale per noi è l’assistente “tuttologo” che non abbiamo mai avuto, il collaboratore assertivo dal quale non sentirai mai una lamentela, il collega stacanovista che non conosce l’ironia e (cosa alquanto strana) non è assolutamente permaloso.
Certo, per far sì che dia il meglio di sé occorre che sia “educato” in maniera dettagliata.

Proprio per questo, non è tanto la riproduzione di contenuti il vero punto di forza dell’Intelligenza Artificiale, bensì la capacità che ha l’utilizzatore finale di fare le giuste richieste.
In sintesi, come ognuno di noi che nella vita si è ritrovato a gestire un dialogo con un interlocutore particolarmente esigente, il segreto è “saperlo prendere”.

Ecco che entra in scena, allora, una figura mai vista né sentita prima, una nuova professione della quale si sentirà tanto parlare: il “Prompt designer”. Non si tratta della solita nomenclatura strana, come una delle tante che affollano i profili Linkedin di questo mondo, ma del lavoro del futuro.

Il prompt designer sarà (o meglio già è) colui che riuscirà meglio a dialogare con l’Intelligenza Artificiale perché questa sia al suo servizio e non viceversa.

In questo caso è nuovamente la figura umana ad assumere una netta centralità.
Sarà grazie alle specificità di ognuno, alla capacità di porre le giuste domande all’Intelligenza Artificiale e nel modo più corretto che si potrà fare davvero la differenza.
Perché se è vero che le macchine che utilizziamo quotidianamente sono tutte uguali, è altrettanto comprovata l’unicità di ognuno di noi, la nostra capacità di aggiungere valore ad ogni attività svolta.

La conclusione è facile: il futuro vedrà ancora la Creatività Umana al centro della scena, ci sarà solo un valido alleato in più, quell’Intelligenza Artificiale che, volendo o no, sarà sempre al nostro fianco.

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