Non c’è una ricetta precisa, ma ci sono sicuramente alcuni ingredienti chiave: il giusto tone of voice, l’onestà accompagnata da realismo e, infine, la costruzione di un ecosistema narrativo che attesti la effettiva continuità nelle buone pratiche da parte del brand. Sempre più aziende, per fortuna, decidono di investire in sostenibilità. Questo investimento, motivato da una crescente sensibilità verso le tematiche ambientali e anche dalla volontà di andare incontro ad un mercato più attento ed esigente, deve però essere comunicato nel modo corretto, per amplificare valore e impatto. Qui entra in campo Mentarossa che, negli ultimi anni, ha affiancato con successo brand e istituti nella realizzazione e comunicazione di campagne di sostenibilità.
Come utilizziamo i nostri ingredienti chiave nelle campagne di comunicazione dedicate alla sostenibilità?
Tone of voice
Comunicare in modo efficace significa spiegare apertamente perché si è intrapreso un determinato percorso e, soprattutto, come lo si sta realizzando.
Abbandonare il gergo aziendale per adottare un linguaggio accessibile trasforma la sostenibilità da concetto astratto a valore aziendale tangibile e comprensibile per tutti gli stakeholder.
Lo abbiamo fatto nella strategia di comunicazione adottata per Made Green in Italy Scheme. Per conto della Scuola Superiore Sant’Anna abbiamo quindi progettato una comunicazione digitale che rendesse semplice un linguaggio tecnico, avvicinando la popolazione a un consumo più consapevole. Made Green in Italy Scheme è infatti un progetto nato con l’obiettivo di rendere riconoscibili sul mercato i prodotti Made in Italy di alta qualità ambientale, attraverso il relativo marchio e all’uso della PEF (Product Environmental Footprint). Come lo abbiamo comunicato? con una visual identity semplice, bidimensionale molto colorata e, soprattutto, coinvolgente.
Costruire un ecosistema narrativo
Quando abbiamo iniziato a gestire marketing e comunicazione dell’e-commerce di Domus Olea Toscana, eravamo certi di una cosa: dovevamo far emergere l’anima del brand, raccontando l’altissima qualità delle materie prime, il profondo legame con il territorio e la sostenibilità. Siamo quindi riusciti nella sfida di trasformare un “prodotto di bellezza” in una scelta di valore per il consumatore. Puntando sulla costanza con cui l’azienda mette in essere buone pratiche sostenibili e sorreggendola con una narrazione continuativa, abbiamo creato un ecosistema narrativo a partire dai valori chiave del brand. Tra tutti: l’unione tra bellezza e sostenibilità facendo capire che chi sceglie Domus Olea fa una scelta etica, oltre che estetica.
Onestà e realismo
Questo è forse il punto cruciale: occorre a volte ammettere che la sostenibilità totale, immediata, in ogni aspetto, non esiste. Essere onesti significa avere il coraggio di mostrare anche i propri limiti, i passi ancora da fare e le sfide aperte: un ottimo antidoto al greenwashing. Quando abbiamo partecipato, in qualità di partner, al progetto Ve-Nature, iniziativa di studio e analisi rispetto ad una possibile filiera sostenibile del marmo, sapevamo di affrontare una tematica particolarmente delicata. La chiave? informare e divulgare in modo puntuale e onesto i risultati di un percorso di ricerca per approfondire in maniera consapevole e fuori dai pregiudizi il reale stato dell’arte della filiera del marmo.
Come ci siamo riusciti? Con lo sviluppo di un’identità visiva specifica e, soprattutto, con la realizzazione di una piattaforma chiara e informativa che avesse il compito di rendicontare in modo trasparente i progressi del progetto.
condividi


